I peperoni secchi vengono impiegati tradizionalmente per la preparazione dei cosiddetti peperoni cruschi, poiché una volta passati per pochi secondi in olio d’oliva o di semi diventano croccanti, è il piatto tipico lucano.
E’ fondamentale che i Peperoni di Senise non vadano mai lavati ma semplicemente puliti con un panno asciutto prima di mangiarli o friggerli. Quest’ultima è la maniera classica di cucinarli ma essi si accompagnano bene anche con salumi, formaggi e con molti primi piatti lucani a base di pasta locale, come i raskatielli (cavatelli), le tapparedd’ (orecchiette) i frizzul’ (i ferretti lucani) e i senisar ( strascinati) condita con qualche peperone sminuzzato e con una spolverata di mollica di pane abbrustolita.
I peperoni cruschi possono essere serviti come antipasto o come contorno, insieme a delle patate, per carni arrostite e baccalà in umido. Non è raro che vengano presentati anche insieme a legumi, uova, e verdure oppure utilizzati in polvere, per insaporire la salsiccia stagionata. Proprio quest’ultima pratica è alla base della denominazione di “Zafaran p’sat” perché ricorda il tradizionale zafferano.
Le pietanze e i salumi conditi con questa polverina o “pruvl’ i zafaran“, acquistano un sapore unico e uno straordinario colore rossastro acceso.Con il suo “oro rosso”, si può dire che la Basilicata non abbia nulla da invidiare alla Sicilia, patria di uno zafferano rinomato.
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