Taralli al peperoncino Gr.250

2,50

Taralli al peperoncino si distinguono per semplicità degli ingredienti, leggerezza e fragranza. Realizzati su un’antica ricetta locale, i Taralli al peperoncino ben si inseriscono nella cultura gastronomica Lucana in quanto prodotti con materie prime genuine amalgamate solo con olio extra vergine di oliva e vino bianco. Estremamente croccanti, sprigionano il tipico profumo della semola piacevolmente aromatizzata al peperoncino.

Ottimi da sgranocchiare in naturalezza, sono perfetti per stuzzicare l’appetito sposandosi bene con ogni genere di formaggio, di insaccato e di verdure sia sott’olio sia sottaceto, come la melanzana bianca di Senise, le zucchine sott’olio, i carciofini e i funghi  della Tenuta Fortunato, il loro sapore si fa più intenso se degustati sorseggiando un buon bicchiere di vino Serra della Pietra della Tenuta Fortunato, una buona grappa al Peperone di Senise o un buon fragolino del Pollino.

Ingredienti:

Farina di Grano Tenero (tipo 0), Olio extravergine di Oliva, Sale, Peperoncino (0,2%)

 

26 disponibili

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Descrizione del prodotto

La parola TARALLO ha un’etimologia incerta. Alcuni sostengono l’ipotesi che derivi dal francese “toral” (essiccare) o “danal” (pane rotondo), altri invece risalgono all’italico “tar” (avvolgere) o, andando indietro nel tempo, al latino “torrere” (abbrustolire) e al greco “daratos” (tipo di pane).

Se non è chiaro il significato della parola tarallo, è certa invece la sua presenza nella tradizione culinaria tipica Lucana. La ricetta dei TARALLI Lucani è semplice e antica. La loro origine è legata a una leggenda secondo cui una contadina molto povera, non avendo nulla da mangiare, decise di preparare dei cerchietti di pasta lievitata (fatta con farina, acqua, olio, vino e sale) messi a cuocere nel forno a legna. Nel 1400 alcune famiglie di contadini, durante le riunioni nelle campagne Lucane, solevano offrire vino e taralli, simbolo di affetto e fratellanza e da qui probabilmente il detto, tuttora in voga, “finisce tutto a tarallucci e vino” , utilizzato quando ci si riferisce a uno scontro risolto nel migliore dei modi. Verso la fine del 1700 il tarallo rappresentò un prodotto fondamentale per la popolazione impoverita e affamata. Nei forni, durante la preparazione del pane (per evitare di buttare i ritagli di pasta lievitata), venivano creati dei rotolini di scarti di pasta, arricchiti con olio e vino, chiusi a forma di ciambella e infornati. I taralli si diffusero molto rapidamente tra la popolazione meno abbiente sostituendo spesso il pane, molto più costoso e meno saporito. Con il passare del tempo, la ricetta dei taralli si arricchì di nuovi ingredienti (soprattutto spezie come il peperoncino e il pepe) grazie alla creatività culinaria delle massaie sempre più interessate alla preparazione di questi gustosi anellini. Per la produzione dei taralli Lucani, vengono utilizzati ingredienti base quali acqua, farina di grano tenero, semola rimacinata di grano duro, olio extravergine d’oliva e vino bianco. Questa è la ricetta classica nella preparazione dei taralli Lucani detti anche tarallucci o tarallini per distinguerli dai taralli napoletani differenti sia nella composizione (nell’impasto dei taralli napoletani infatti viene utilizzato lo strutto al posto dell’olio d’oliva, risultando così più calorici), sia nella forma (il “tarallo” napoletano è più grande ed è caratterizzato da una forma intrecciata). All’impasto base si possono poi aggiungere altri ingredienti ottenendo così varie tipologie di “tarallucci”: tradizionali (fatti solo con l’olio d’oliva e vino), ai semi di finocchio, al peperoncino, alla cipolla, alla pizzaiola (con pomodoro, cipolla e origano), al mediterraneo (con pepe, origano, vino bianco). La forma dei taralli Lucani di solito è circolare ma può essere anche ovolidale, o più lunga (come nel caso degli scaldatelli caratterizzati da una forma a otto più allungata). E’ facile immaginare il perché i taralli Lucani, con le loro dimensioni ridotte, le poche calorie e il gusto unico, siano diventati gli immancabili protagonisti della cucina italiana e internazionale, soprattutto negli aperitivi accompagnati da vino e, più recentemente, dalla grappa.

La Basilicata, ricca di olio extravergine d’oliva, di ottimo vino, di grano e quindi farina di qualità, non poteva che essere uno dei laboratori più fecondi nella creazione dei taralli tipici, con la presenza di numerosi e importanti forni sul territorio.

 

 

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